| L'olio e l'arte |
Questo spazio vuole essere un'occasione per conoscere altre persone che si
esprimono a proprio modo nel mondo della cultura olivicola e che vogliono
condividere con noi la propria ispirazione per
tutto ciò che concerne il mondo "OLIO E OLIVO".
Olio non solo come alimento, ma anche come motivo ispiratore; l'olivo oltre che procace albero
segno di pace diventa il punto di partenza per la fantasia di pittori, scultori e artisti
in genere. Loro secondo noi hanno quella loro marcia in più, quello sguardo più
profondo con cui riescono a cogliere dalla coltura olivicola quel qualcosa di magico che ci
raccontano poi con le loro opere.
Questa è la ragione per cui abbiamo voluto creare uno spazio dedicato a tutti coloro
che "lavorano" intorno al mondo dell'olio e dell'olivo da un punto di vista meno tecnico,
ma sicuramente molto più affascinate.
La prima artista che abbiamo avuto modo di conoscere è Sara Spaccino;
un'intraprendente ragazza di Orvieto che con magica abilità, trasforma radici di
olivo o semplici rami in opere dense di significato .
SARA SPACCINO
Nel mondo di Sara la figura femminile domina come una sovrana dormiente, ed è
rappresentazione di sé stessa e della sua delicata interiorità, del rapporto
con la natura e la sua storia, che è proprio del femminile che da sempre conosce
l'interna vita, il ciclo della rinascita.
Sara Spaccino presenta le sue sculture in legno di olivo, relitti polimorfi stratificati
nelle coltri oscure, ventre caldo e magico della terra donna, sorella. Allusive e cariche
di simbolismo le arpie, le sirene, i rapaci e gli esseri incantati di questo bosco
eterno ostentano una pace immota ed una lungimiranza carica di misticismo.
Lo sguardo opalescente degli scettri antichi, la crescita del legno consacrato desta un
silenzio muto di osservanza divina che neppure gli spartani osarono infrangere.
E in quella sacra animazione senza rumore che osano ergersi figure di donne, sirene,
creature, sognando la materia della propria stessa animazione, matrice, simbolo e
negazione del loro stesso sguardo, un uovo enfero custodito entro quel silenzio,
caldo e perfetto come l'eterno di quel presagio.
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