| Il museo dell'olio |
La curiosa storia di un prodotto quotidiano
Nell'intento di valorizzare e far conoscere sempre più e meglio la vita agricola umbra,
il Vecchio Frantoio Bartolomei ha realizzato un proprio museo raccogliendo, in appositi spazi,
sempre visitabili dal pubblico, vecchi macchinari e utensili d'epoca relativi alla coltura
dell'olivo. L'esposizione è stata ideata e realizzata come un percorso attraverso le
fasi di produzione dell'olio di oliva: dalla coltivazione dell'olivo alla raccolta dei frutti,
dalla loro lavorazione fino allo stoccaggio del prodotto finito.
Percorrendo le sale espositive, dove è possibile ammirare anche illustrazioni e foto
d'epoca, il visitatore viene guidato alla scoperta dei segreti di una coltura che risale ad
oltre 6000 anni fa.
Proprio nel nostro frantoio è possibile ammirare uno dei più rari esempi di
pressa del XVI secolo e, inoltre, pezzi di antiquariato, reperti archeologici, curiosità
e macchinari utilizzati fino a qualche anno fa che testimoniano quanto antica sia la dedizione
e la passione che la famiglia Bartolomei nutre per questa pratica agricola.
Tra i servizi offerti:
- visita al museo e degustazione
- video in due lingue (italiano e inglese) sulle modalità di estrazione dell'olio
- ampi parcheggi gratuiti
- possibilità di mini-corsi per assaggiatori provetti
- ampio giardino esterno per la sosta e giochi per bambini
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PRESSA OLEARIA DEL XVI SEC
Attraverso questa pressa veniva fatta passare la pasta di olive preparata con la mola
olearia. La pressa era costituita da due supporti laterali, detti cosciali ben infissi in
terra che sostenevano un piano orizzontale detto madrevite. Nella madrevite alloggiava una
vite senza fine, prima in legno poi in ferro, dotata di quattro fori attraverso i quali
veniva fatta passare una stanga di legno che serviva a far girare la vite stessa. Le viti della pressa esposta sono state intarsiate interamente a mano. Si possono notare
su di esse tutti i punti di scalpello che con raffinata precisione, delineano i contorni
della vite e permettono la perfetta aderenza della stessa alla madrevite. |
STRUMENTI PER LA CONSERVAZIONE E I VARI UTILIZZI DELL'OLIO
L'olio, per poter durare a lungo, doveva essere ben
conservato. Diverse erano gli strumenti utilizzati a tal fine.
Nella foto è
possibile vedere orci (ziri) di coccio dall'interno vetrificato, provette di analisi con
vecchi campioni di olio, oliere e contenitori per olio santo. Particolarmente interessanti
le lumine ad olio per le quali si utilizzava olio già utilizzato per altri scopi. |
IRRORAZIONE
È indispensabile per disinfettare l'olivo prevenendo così l'insorgere
di malattie (rogna, tignola ...).
Veniva utilizzata a tal fine, una rudimentale
forma di pompa manuale come quella esposta, montata su due ruote.Sulla destra si possono notare canestri, scale e cassette in legno. |
VARI TIPI DI ARATRI
Nella foto sono riprodotti vari aratri di legno, risalenti a varie epoche,
con accorgimenti di forza in ferro, a struttura fissa ad unica direzione; vi è poi la perticara anch'esso strumento ad unica direzione a struttura fissa,
ricavato da un unico blocco di ghisa, che serviva per distaccare e ruotare il terreno
in un solo versante. Il voltorecchio è un altro tipico aratro
in ghisa composto di una tavola concava girevole su se stessa tramite un particolare
meccanismo chiamato orecchietta, che permetteva al termine del solco di girare su se
stessa e riprendere a lavorare in senso inverso. |
TURBINA, TORCHI E MACINE PER IL GRANO
La rotazione delle macine avveniva attraverso il collegamento a turbine
azionate da forza animale (cavallo, mulo, asino) o addirittura dell'uomo. Solo agli
inizi del 1800 alcuni animali furono sostituiti da mezzi tecnici specifici; si tratta
dei primi frantoi idraulici. Nella foto è visibile un tipo di
macchinario predisposto per la presa di forza dall'acqua. Si tratta di una rudimentale
forma di turbina idraulica capace di azionare, grazie alla forza dell'acqua,
il movimento rotatorio delle macine incastonate al perno. |
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